UR - Il Fuoco del "Profondo" della Terra URARTHU
I Codici di MU
Ur URARTHU

Uriel è la forza di trasformazione della; Terra, espressio-ne del Nagual. Il suo nome deriva dall'ebraico, che significa: "Fiamma di Dio". Il rabbino Simeon ben Lakish di Tiberias (230-270 d.C.), asserisce che tutti i nomi specifici degli angeli vengono riportati dagli Ebrei di Babilonia.
Uriel è il guardiano del pensiero e della scienza; l'econom-ia e la politica ricadono sotto la sua tutela.
Uriel è il protettore degli esploratori, degli innovatori, de-gli astronauti.
Uriel, rigore di Dio, aiuta la propri volontà e la riuscita. Uriel è associato al fuoco, alla fiama, al rubino, all'iris.
Nel libro "Paradiso perduto" di John Milton, Uriel, in ca-rica nell'orbita del Sole, asservì il ruolo di occhio di Dio.
Uriel compare anche nel Secondo Libro di Esdra, come un'aggiunta apocrifa nella tradizione della Letteratura Apocalittica creata da Esdra… dove il profeta Ezra pone a Dio una serie di domande e Uriel viene mandato da Dio per istruirlo.
Uriel è spesso identificato come il cherubino che "sta a guardia dei cancelli dell'Eden con una spada fiammeggiante", o come l'angelo che "veglia sul tuono ed il terrore" (1 Enoch). Nell'Apocalisse di Pietro appare come L'Angelo del Pentimento, rappresentato come se fosse senza pietà, quasi come un demone.
Nella Vita di Adamo ed Eva, Uriel è visto come uno dei cherubini del terzo capitolo della Genesi. Per la mistica ebraica medievale, Uriel è diventato l'angelo della Domenica, l'Angelo della poetica, nonché uno dei sacri Sephiroth. Fu lui a lottare con Giacobbe a Peniel ed è raffigurato come l'angelo che decimò l'esercito di Sennacherib. Egli annuncia a Noè il Diluvio Universale che viene descritto nel libro di Enoch: "Poi disse L'Altissimo, parlò il Sacro e il Grande, e mandò Uriel dal figlio di Lamech, e gli disse: Vai da Noè e digli nel mio nome - Nasconditi ! - e rivelagli che la fine si sta avvicinando: che la terra sarà distrutta e un diluvio sta per scendere su tutta la terra e distruggerà tutto ciò che vi è sopra.". [Enoch 1917 R. H. Charles (1 Enoch 10: 1 Libro degli Osservatori). Vedi Mario Pincherle, Enoch, Il primo libro del mondo, vol. I, Macro Edizioni, 2000, p.32.]
Uriel, controllò sulle porte d'Egitto che vi fosse il sangue d'Agnello,durante le piaghe. Egli detiene inoltre la chiave dell'Inferno durante i "Tempi della Fine", nonché condusse Abramo verso l'Ovest.
Uriel è identificato dall'Angelologia come serafino, che-rubino, reggente del Sole, fiamma di Dio, angelo della Divina Presenza, colui che presiede e vigila sul Tartaro (inferno), arcangelo della salvezza, "volto di Dio". È spesso raffigurato con un libro o un rotolo di papiro (per la sua saggezza).
Uriel è un patrono delle Arti, ed è descritto da Milton come "lo spirito dalla vista più acuta in tutto il Cielo". Nel 745, Papa Zaccaria, in un sinodo diocesano, condannò e sospese l'arcivescovo Adalberto di Magderburgo, perche costui chiedeva l'aiuto di Uriel per compiere miracoli.
Uriel è l'essenza vitale di Q'khul'khan, il Serpente Piuma-to, il traghettatore.

MU, il continente sprofondato, ma mai perduto, in principio si chiamò UR. UR non è un concetto ma uno stato di coscienza. La terra di MU era nota anche come la "Terra del Sole e della Luna", foneticamente simboleggiati rispettivamente con la lettera "R" (Ra) e "U", da cui il suono (UR).
Dopo la distruzione, causata dai vulcani e dal mare, la terra del Sole (Ra), sprofondò nel Pacifico. In ricordo a questo evento, fu disegnato il sole sul fondale marino. Allora la sigla di UR divenne MU. La R (Ra - la Terra del Sole) che prima era in superficie, "sopra" il mare, ora era sparita, rimanendo al posto suo solo le onde del Mare. Le onde furono rappresentate con la M, mentre la profondità dell'abisso, venne ancora rappresentata con la U. Perciò se si vuole parlare di quella terra del Pacifico che oggi forma una parte dell'Oceania, come terra scomparsa, la chiameremo Mu. Se invece si vuole parlare di quella terra come viva e attiva, la chiameremo UR. Non è la stessa cosa con Ur della Mesopotamia, molto più giovane, anche se avevano qualcosa in comune: I TEMPLI DELLA LUNA.
Le energie di Mu si sono divise in due parti: una parte è andata in Aghartha, nella cosiddetta "Terra Cava", mentre un'altra parte, quella attiva, in superficie, è andata a stabilizzarsi prima nel Caucaso, formando la cultura Urarthu, che ha attinenza con la storia di "Noè - Ut'Napishtim", raccontata nella Bibbia e in altri testi summerici, riguardante "il grande diluvio", poi i vari maestri di Mu (Ur), hanno messo le basi di alcune delle grandi culture antiche di questa civiltà, chiamata anche Ariana.
L'essere umano, però, nel corso della sua storia si è separato dalla vita, non segue più il suo sentire, il suo istinto, come avveniva nell'antica UR, perché si è diffusa l'opinione di ritenere che l'evoluzione deve portare alla civilizzazione ed alla razionalità. Così, diventando civilizzato, l'uomo ha deciso di eliminare progressivamente qualunque traccia delle sue origini naturali, diventando mentale, debole, malato ed è entrato in un sistema di controllo socio-politico, religioso, militare, economico, impadronendosi della Terra e sfruttandola al massimo.
La vita è la libera pulsazione dello Spirito nell'intera natura, quindi anche nell'uomo, che nasce dal "Sentire". È come mangiare quando si ha fame o riposare quando si è stanchi. La vita è lussureggiante come la giungla. La vita viene vissuta da tutte le specie di questa Terra... e sono milioni! La vita di per se è illuminata, è felice, è giocosa.
La razionalità è la pulsazione frenata e controllata del sentire, dell'istinto, quindi dello Spirito, che così viene mortificato ed addirittura negato. È come mangiare non quando si ha fame, ma secondo certi orari sociali, nelle pause del lavoro, o perché è l'ora del pranzo o della cena, oppure è come pregare ed essere religiosi perché oggi è domenica e bisogna andare in chiesa, non perché si sente un trasporto estatico…. La razionalità è bruciare i campi, tagliare gli alberi, costruire macchine, bombe, inquinare le acque, uccidere per vendetta, controllare, dominare, mortificare, umiliare, sfruttare. La razionalità è diventata un virus per questo pianeta. Ha portato solo infelicità, ha accecato l'uomo che non sa più dare valore alle cose semplici, naturali; ha complicato l'esistenza ed ha messo in grave pericolo l'intero ecosistema planetario, nonché l'esistenza di milioni di specie che convivono tutte nel circuito energetico della Terra.
Non si tratta solo di evolvere ma anche di ritornare alla fonte, al collegamento con il Tutto, perché non c'è Evoluzione per l'uomo, e del genere umano nell'insieme, se non si rispettano le proprie vere origini, cioò che ci lega la Tutto.
Nella Totalità dell'esistenza, l'individuo è illusione. Le parti sono connesse tra di loro e solo nell'Uno trovano felicità. Nessuna pietra, pianta, animale ha bisogno di una identità separata. Il nome di ogni cosa è vita, vivere, Essere vivo, Spirito incarnato… La malattia della separazione è solo nell'uomo, insieme al bisogno di essere qualcuno. Solo l'Uno, il Tutto, conta e può avere una volontà saggia. L'Uno non è separato dentro di Sé e non ha un obiettivo da seguire, ma vive totalmente e si espande in tute le possibili direzioni nel Presente Eterno; perché mai, allora, l'uomo dovrebbe avere una identità ed uno scopo che lo separa dall'Uno e che lo porta all'infelicità?
Si parla tanto di amore, ma l'Amore è libertà, è generosità, è calore, è accettazione. L'Amore è viscerale, è concreto, è fusione…
La soluzione? È semplice: accettare la vita così come è, togliere le maschere dei nostri atteggiamenti di circostanza, seguire il sentire, la pulsazione del profondo, risvegliare lo Spirito, tornare in mezzo alla natura, nella dimensione cosmica della vita; così, la felicità, la comunione, scorreranno come un fiume in piena…
Infine, non bisogna dimenticare che l'essere umano è chiamato a diventare un esploratore multimensionale, a esplorare l'Universo e a generare vita nella sua ricerca di conoscenza e saggezza.

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